Sicurezza

Manutenzione dell’impianto di rivelazione incendi – cosa deve sapere chi lo gestisce

Un impianto di rivelazione incendi resta per anni in silenzio sul soffitto. Perché funzioni quando serve, va controllato con regolarità. Qui trovi cosa comporta e chi è responsabile di cosa.

Aron Langgartner 3 min di lettura

Chi è responsabile?

Il responsabile dell’impianto è chi lo gestisce: di solito il proprietario o il titolare dell’azienda, in hotel l’albergatore, in condominio l’amministratore. Deve fare in modo che l’impianto funzioni, che venga controllato regolarmente e che i controlli siano documentati.

Il controllo vero e proprio lo esegue una ditta specializzata. Il responsabile però deve richiederlo e conservare la documentazione. In caso di incendio o di un’ispezione, la prima cosa che si chiede è il registro dei controlli.

Cosa prevedono le regole

In Italia ci sono più riferimenti che lavorano insieme:

  • DPR 151/2011: le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi devono mantenere efficienti gli impianti antincendio e annotare i controlli nel registro dei controlli.
  • DM 1° settembre 2021 (il cosiddetto Decreto Controlli): stabilisce come vanno controllati e manutenuti gli impianti antincendio e richiede che i lavori siano eseguiti da tecnici manutentori qualificati.
  • UNI 11224: la norma descrive nel dettaglio cosa fare per gli impianti di rivelazione incendi nel controllo iniziale, nella sorveglianza, nei controlli periodici e nella manutenzione.

In pratica significa: un controllo da parte della ditta almeno ogni sei mesi, più brevi verifiche visive da parte del responsabile nel frattempo. Quali aree l’impianto debba sorvegliare dipende dal progetto antincendio del tuo edificio.

Come si svolge la manutenzione

Durante un controllo verifichiamo l’impianto pezzo per pezzo:

  1. Centrale: segnalazioni, memoria guasti, orario, software e alimentazione di emergenza.
  2. Batterie: misuriamo se alimentano l’impianto abbastanza a lungo in caso di blackout. Le batterie invecchiano e dopo alcuni anni vanno sostituite.
  3. Rivelatori: attiviamo i rivelatori di fumo con gas di prova e quelli di calore con il calore. Così vediamo se ogni rivelatore arriva alla centrale.
  4. Pulsanti manuali e avvisatori: azioniamo i pulsanti e verifichiamo che sirene e lampeggianti si sentano e si vedano ovunque.
  5. Comandi: porte tagliafuoco, evacuazione fumi, ascensore e trasmissione alla centrale operativa, se presente.
  6. Verbale: tutto viene annotato nel registro. Le carenze le mettiamo per iscritto, con una proposta per risolverle.

Con l’attività in funzione, a seconda delle dimensioni, ci vogliono alcune ore. Avvisiamo prima quando attiviamo gli allarmi, così nessuno si spaventa.

Cosa dovrebbe fare il responsabile nel frattempo

  • Una volta al mese dare un’occhiata alla centrale: c’è un guasto o un’esclusione?
  • Controllare che nessun rivelatore sia coperto, ostruito o verniciato. Succede spesso durante lavori o tinteggiature.
  • Avvisarci se un locale cambia uso, per esempio se un magazzino diventa una cucina. Il tipo di rivelatore potrebbe non essere più adatto.

Evitare i falsi allarmi

La maggior parte dei falsi allarmi ha cause semplici: vapore dal bagno o dalla sauna, polvere durante i lavori, fumo in cucina o un rivelatore sporco dopo molti anni. Molti si possono evitare:

  • Il rivelatore giusto al posto giusto: in cucine e autorimesse va un rivelatore di calore, non di fumo. I rivelatori multicriterio distinguono meglio tra vapore e fumo vero.
  • Durante i lavori escludere temporaneamente singole zone, ma in modo controllato e annotandolo nel registro.
  • Sostituire i rivelatori vecchi: i rivelatori hanno una durata limitata. Durante la manutenzione ti diciamo quando è il momento.

Prendere in carico impianti di altre ditte

Molti gestori cambiano ditta di manutenzione, per esempio perché quella precedente non è più reperibile. Nessun problema. Esaminiamo l’impianto e la documentazione disponibile, facciamo un primo controllo e poi ci occupiamo della manutenzione ordinaria. Se manca documentazione, la ricostruiamo.

In sintesi

Un impianto di rivelazione incendi richiede poca attenzione, ma con regolarità. Due controlli approfonditi all’anno, un registro tenuto in ordine e una ditta che arriva presto in caso di guasto: così l’impianto funziona quando conta e in caso di ispezione non ci sono sorprese.

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